"Oltre"

 

  (Ferro levigato. Anno: 2009. Misure: 2,70 x 2,80 m)

 

Quest’opera in metallo grezzo trova ispirazione tra le più intime e buie sfaccettature del suo creatore. Essa rappresenta infatti l’estrema difficoltà del proiettare se stessi nell’”Oltre”, durante la ricerca dello slancio per un’elevazione interiore e spirituale. Alla sua base, strascichi e simboliche radici ne impediscono l’ascesa, lasciando l’Uomo quasi sospeso a mezz’aria, preda dei banali vincoli materiali da cui è idealmente circondato e afflitto.

(Collezione privata).

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"Anime molteplici"

 

  (Ferro levigato. Anno: 2008)

 

 

Maschera in metallo levigato, modellata in modo speculare sul volto del suo esecutore e tesa a sottolineare l’avvicendarsi di anime contrastanti, dure ed androgine al tempo stesso.

Quest'opera è stata rubata dal laboratorio di Marco Paghera nel novembre 2013.

"Ricordi dallo spazio" 

   (Ferro e resine speciali. Anno: 2012. Misure: 2,60 x 2,30 m) 

Quest'opera, realizzata in stretta sinergia con il committente, trova la sua definitiva collocazione nell'intima rigorosità di un eclettico giardino zen. La scultura in questione è stata progettata per divenire la naturale protagonista della botanica reale di cui è circondata, ove simula una sorta di specie ibrida ed aliena, quasi a formare un parallelo tra la nostra civiltà e quella di un ipotetico mondo lontano che ancora lascia le sue tracce. Troviamo infatti un tronco eseguito seguendo proporzioni e canoni figurativi che culmina con netto contrasto in spettacolari cespugli di resina color quarzo, il cui stile appare invece grafico ed astratto. Lo studio della composizione e delle proporzioni definitive è stato eseguito ricercando tra le reali tecniche di potatura ed educazione, attraverso le quali vengono cresciuti i veri bonsai. (Collezione privata).

"L'addio"

(Ferro assemblato e levigato. Anno 2014. Misure: 80 x 60 cm)

La realizzazione di quest’opera ruota attorno all’esigenza dell’artista di rappresentare un simbolico distacco dalle situazioni passate. La figura femminile si libra in un volo incerto, incarnando l’ambiguo slancio verso qualcosa di nuovo ed ignoto, quasi sospesa tra l’illuminato volo in un prospero domani e l’avvolgente avidità di un buio e suicida precipitare. (Collezione privata).